Accordo Philip Morris – Ferrero?

Alba (Cuneo) – Che ci fanno uno stuolo di avvocati e consulenti di Philip Morris negli hotel di Alba? E’ quello che si chiedono in molti. Forse il motivo è una gita culturale nelle Langhe. O forse invece stanno studiando qualcosa con Ferrero. Con gli Stati Uniti, soprattutto, nel mirino. La seconda ipotesi è la più plausibile. Non è una novità che questo mercato sia strategico per la multinazionale italiana. Ferrero è entrata negli Usa nel 1969 con Tic Tac, diventato presto un’icona tra le caramelle alla menta negli Stati Uniti. Successivamente ha introdotto sul mercato Ferrero Rocher e Nutella. A oggi la sussidiaria Usa impiega circa 225 dipendenti suddivisi tra la sede di Parsipanny (New Jersey) e le strutture di assemblaggio e packaging a Somerset (New Jersey), a cui si aggiungono circa 500 lavoratori stagionali. Il mercato americano rappresenta per Ferrero il quinto per importanza su scala globale. La conferma del suo ruolo strategico è arrivata lo scorso mese con la notizia dell’acquisizione, per 115 milioni di dollari, di Fanny May Confections Brand, produttore di cioccolato premium. La presenza degli uomini di Philip Morris, quindi, lascia aperti scenari inediti. D’altra parte la multinazionale del tabacco ha bisogno di diversificare. E l’alimentare appare un bel terreno di conquista. Non era proprietaria, anni fa, forse di Seven Up? Un marchio venduto poi a San Pellegrino. A questo punto non resta che attendere la prossima mossa di Giovanni Ferrero. Un manager che, con le sue operazioni a tutto campo, ci riserverà altre sorprese.