Assocaseari, il punto settimanale sul mercato: latte crudo, offerte fino a 0,48 euro al chilogrammo

Cremona – L’analisi condotta da Assocaseari sugli andamenti che hanno caratterizzato il settore, nel corso dell’ultima settimana. Quadro stabile per il burro, con una quotazione media di 6,89 euro al chilogrammo. Latte crudo con offerte fino a 0,48 euro al chilogrammo, mentre proseguono i ribassi per lo scremato. Debole, invece, il mercato del latte in polvere. Formaggi stabili sulle principali Borse merci, in Italia. Di seguito il commento integrale:

– La sensazione è che nei liquidi la confusione regni sovrana. Offerte di crema della stessa origine che oscillano da 3,25 a 3,35 euro/Kg a seconda solo del fornitore. Anche nel latte crudo chi offre a 0,48 euro/Kg reso chiede dei prezzi però di acquisto molto più bassi con un differenziale molto elevato. Lo scremato, invece, continua a ribassare e qualcuno parla di offerte fino a 0,165 euro/Kg anche se poi è stato trattato a 0,175 euro/Kg.

– Nel burro tutto sommato una settimana tranquilla con bollettini invariati sia in Germania, 6,85 euro/Kg minimo e 7,00 euro/Kg massimo, che in Francia, a 6,80 euro/Kg. L’Olanda aumenta invece di 0,10 centesimi, portandosi a 6,95 euro/Kg e portando la media di questi tre Paesi a 6,89 euro/Kg. Le offerte di burro vanno da 6,65 euro/Kg per merce dell’est Europa fino a 7,25 euro/Kg richieste da qualche esoso produttore tedesco. Le esportazioni di burro nel primo semestre 2017 sono diminuite rispetto al primo semestre 2016 sia per l’Europa, che comunque si riconferma il secondo esportatore, che per la Nuova Zelanda che è il primo. Nel primo semestre 2017 è andato più burro verso gli Stati Uniti, l’Iran, la Cina e l’Australia; diminuite invece le importazioni da parte di Arabia Saudita, Singapore ed Egitto.

– Il mercato del latte in polvere sempre molto debole con quotazioni diminuite sia sul bollettino tedesco che olandese che francese. Se due settimane fa era ripresa la consegna di vendita all’intervento con 735 tons, la settimana scorsa le vendite sono state il doppio, 1.325 tons. Ricordiamo però che l’intervento chiude al 30 settembre e riaprirà solo a partire da aprile 2018.
Con questo euro così forte, che rallenterà molto le esportazioni, ci si aspetta un calo delle quotazioni sotto la soglia garantita all’intervento di euro 1.680 euro/tons. Le esportazioni di polvere sono state ottime nel primo semestre 2017, al punto che l’Europa si è confermata il primo esportatore. Le esportazioni sono aumentate soprattutto verso Algeria e Cina, ma anche il Messico e alcuni Paesi del Sud-Est asiatico hanno comperato bene in Europa.

– Continua il ribasso delle quotazioni del siero in polvere sia sul bollettino francese che su quello dell’ Olanda e della Germania.

– Quotazioni medie europee dei bollettini dei formaggi stabili per il cheddar a 3,56 euro/Kg e il gouda a 3,38 euro/Kg; in aumento per l’emmentaler a 4,28 euro/Kg e l’edamer a 3,50 euro/Kg. In Italia, quotazioni stabili in tutte le principali Borse Merci, tranne quelle del provolone in aumento sia a Milano che a Cremona e a Brescia. Nel primo semestre 2017, le esportazioni di formaggio hanno raggiunto il loro record con ben 421.500 tons circa. La Nuova Zelanda è stato il secondo esportatore avendo superato gli Stati Uniti; ricordiamo però che le esportazioni di Nuova Zelanda e Stati Uniti insieme sono state solo di 170mila tons circa.

– L’Europa si conferma il maggiore esportatore di prodotti lattiero caseari con ben una quota nel primo semestre nel 36,6% contro la Nuova Zelanda che è al secondo posto con il 33,6%.

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