Berni, grana padano: “La politica deve dotarci di strumenti normativi per difendere la nostra Dop”

Desenzano del Garda (Bs) – “L’assemblea dei soci ha disegnato il futuro del grana padano Dop e della sua filiera. Le parole d’ordine saranno: distinzione, con stagionature più pronunciate come il 18 ed il 24 mesi; sostenibilità, per la tutela dell’ambiente e del lavoro; benessere animale e sicurezza alimentare. La nostra parte per garantire la qualità e il benessere dei consumatori la stiamo facendo, ma ora anche la politica deve dotarci di quegli strumenti normativi utili per difendere la nostra eccellenza dagli attacchi dei similari”. Così Stefano Berni (in foto), direttore del Consorzio di tutela del grana padano, che illustra il futuro della Dop: “Nel rispetto della tradizione, il grana padano diventerà un prodotto più moderno, perché più magro e saporito ma meno salato, benefico per la pressione arteriosa e per l’assimilazione del calcio, sempre più digeribile, adatto ai vegetariani, rigorosamente legato al suo territorio e ai suoi foraggi e senza conservanti. Lo strumento per misurare e garantire queste performance sarà la blockchain. Ma servono regole più chiare contro le evocazioni sugli scaffali della Gdo e i ‘mescoloni’ indistinti”.


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