Buoni pasto: l’italiana Qui! Group lamenta un “disallineamento” nei pagamenti

Roma – Qui! Group, una delle principali società emettitrici di buoni pasto, denuncia una “pesante asimmetria tra le tempistiche con cui deve rimborsare gli esercenti convenzionati e quelle con cui ottiene i trasferimenti da parte delle pubbliche amministrazioni”, riporta un articolo del Corriere. In base a un’interrogazione parlamentare presentata da Antonio Saccone, senatore Udc, al ministro del Mise Luigi Di Maio, il pagamento agli esercenti è infatti preteso in due-tre giorni mentre il saldo alle società emettitrici avviene con fattura posticipata anche di otto mesi. L’articolo sottolinea anche come Qui! Group – che si è aggiudicata il servizio mensa per i dipendenti di ministeri, enti locali e centrali a seguito dell’ultimo bando Consip – sia l’unica azienda italiana a detenere una significativa quota del mercato dei buoni pasto (stimato in 3 miliardi di euro) al fianco delle filiali italiane di multinazionali straniere come le francesi Edenred, Sodexo e Up Day, che hanno “le spalle più grandi per assorbire meglio questo disallineamento”.