Calzolari (BolognaFiere): “Occorre non sprecare risorse in una competizione inutile tra enti fieristici regionali”

Milano – Gianpiero Calzolari, nuovo presidente di BolognaFiere, intervenendo oggi a Milano alla presentazione della 29esima edizione di Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale che andrà in scena a Bologna dall¹8 all’11 settembre, ha risposto alla richiesta della Regione Emilia Romagna per una maggiore razionalizzazione dell¹offerta fieristica in regione. “Si tratta di un input che viene dalle istituzioni affinché le fiere regionali trovino un’intesa programmatica per gestire in futuro gli appuntamenti in calendario. E come BolognaFiere, ci presentiamo al confronto avendo già perfezionato alcuni aspetti decisivi in materia di riorganizzazione della nostra struttura”, spiega Calzolari. “Infatti, ci siamo innanzitutto dotati di un nuovo statuto, che ci dà a tutti gli effetti la natura di ente privato, quindi quella capacità d’interagire rapidamente col mercato, elemento ormai necessario al giorno d’oggi. Inoltre, abbiamo completato la prima parte di una capitalizzazione, di cui è già in agenda un secondo step”. La riflessione del presidente di BolognaFiere si è poi spostata sul Sistema Paese. “C’è bisogno di aggregarsi e fare rete per competere fuori dai confini nazionali. E senza dubbio occorre non sprecare risorse in una competizione inutile tra enti fieristici”, sottolinea Calzolari. “L’apertura a collaborazioni, per quanto mi riguarda, sarà a tutto campo per l’intero territorio nazionale. Bologna, d’altronde, può giocare un ruolo importante, ma come sempre all’insegna di un spirito di collaborazione e non di pretesa egemonica. In questo discorso, metterei anche una novità, che è la prossima apertura di Fico Eataly World: una concreta visualizzazione delle filiere che garantiscono la qualità del food italiano, grazie al quale l’Emilia Romagna e l’agroalimentare italiano potranno vantare un’esposizione permanente a rappresentare quella che è la biodiversità e l’eccellenza del made in Italy. Poi dovremo creare dei tavoli di confronto: cosa questo significherà ancora non è dato sapere. Chiaramente, i matrimoni si fanno in due, o anche in più come in questo caso. Noi garantiremo la nostra assoluta disponibilità, perché riteniamo che sia strategico, e ci auguriamo lo stesso da tutti gli altri attori coinvolti, per trovare le giuste modalità di collaborazione”.