Carnemolla (FederBio): “Il ministro Martina apra un tavolo per discutere su come impostare il sistema del bio in Italia”

Milano – Paolo Carnemolla, numero uno di FederBio, intervenendo oggi a Milano alla presentazione della 29esima edizione di Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale che andrà in scena a Bologna dall’8 all’11 settembre, ha ribadito la posizione della federazione rispetto al decreto controlli per il settore bio. “È la parte di chi autorizza e vigila sugli organismi di certificazione quella che oggettivamente negli ultimi anni ha funzionato meno, sia a livello regionale sia nazionale”, ha esordito Carnemolla. “Una componente che non soltanto non viene toccata, ma – all’opposto – sostanzialmente rafforzata. Su questo, il nostro giudizio critico di fondo rimane”. Il presidente di FederBio ha poi spiegato come la federazione abbia domandato al Mipaaf di aprire un tavolo di confronto sul decreto. “Il problema vero è che il testo è uscito in maniera molto affrettata, anche per via di scadenze di delega che erano imminenti”, evidenzia. E in risposta a chi ha criticato una mancata più decisa opposizione al decreto da parte di FederBio, Carnemolla precisa: “Al posto di entrare nel merito sui singoli articoli, abbiamo voluto esprimere un giudizio più generale, chiedendo di discutere, innanzitutto, di ruoli e organizzazione del sistema. E dal nostro punto di vista, il tema più delicato è quello relativo all’individuazione di quale sarà l’autorità pubblica preposta a vigilare in tema di certificazioni: in merito, noi sosteniamo che debba essere il nuovo comando dell’Arma dei Carabinieri agroalimentari e forestali a ricoprire un ruolo importante per quel che riguarda il controllo sul sistema”. Il numero uno di FederBio ha poi affrontato il tema dell’organizzazione dell’ambito certificatorio, ribadendo: “Non vogliamo che questo provvedimento crei difficoltà alle imprese in un momento in cui, come è stato ribadito anche oggi, il mercato del bio sta crescendo. Questo non vuole dire, però, che non si debba mettere le mani anche sul versante dell’attuale organizzazione del mercato della certificazione: un ambito oggi poco regolato e in cui la concorrenza si sviluppa più su aspetti di natura economica che di serietà e correttezza nella certificazione”. E sui possibili scenari futuri, Carnemolla ha concluso: “Adesso che il decreto passerà al vaglio sia del Parlamento sia delle Regioni, speriamo che il ministro Martina accolga il nostro appello di fermarsi un attimo per ragionare su come vogliamo impostarlo il sistema del bio in Italia. Poi, sui dettagli rispetto al singolo articolo o comma, ci lavoreremo”.