Castelfrigo, gli esuberi salgono a 127

Castelnuovo Rangone (Mo) – “Servirebbe uno slogan sul fatto che la carne di qualità non può essere fatta sfruttando il lavoro in questo modo, con questa opacità e livelli di evasione per cui poi si scoprono contributi non pagati e condizioni di lavoro non sopportabili”. A pronunciare queste parole il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso, che ha fatto visita il 4 novembre, a Castelnuovo Rangone, ai lavoratori delle cooperative Work Service e Ilia D.A., in appalto alla Castelfrigo, azienda del settore carni. I lavoratori, come abbiamo scritto, da 12 giorni presidiano lo stabilimento contro il licenziamento di 75 soci-dipendenti. Nell’incontro è emerso che i lavoratori interessati sarebbero 127 (ovvero l’intera forza lavoro delle due cooperative), e che verranno licenziati al termine del periodo di conciliazione e trattativa (in tutto 75 giorni), come riporta la Gazzetta di Modena. Gli addetti sono quasi tutti stranieri e hanno raccontato la quotidianità del loro lavoro alla Camusso, alla dirigenza della Cgil modenese, a quella locale e nazionale della Flai e ad altri esponenti politici. “Bisogna uscire dall’ambiguità delle cooperative spurie e le false coop. La tradizione della cooperazione è una tradizione estremamente importante, queste sono invece cose che nulla hanno a che fare col mutualismo. Anzi, sono spesso borderline e fuori dalla legalità vera”, ha commentato la Camusso. Nei prossimi giorni sarà convocato un tavolo regionale per affrontare con tutti i soggetti interessati questa grave situazione.

In foto: Susanna Camusso, segretario nazionale Cgil (Resto del Carlino)