Ceta (1): il voto del parlamento europeo, a Strasburgo, il 15 febbraio

Strasburgo (Francia) – A meno di imprevisti scossoni dell’ultimo minuto, oggi a Strasburgo il parlamento europeo darà il via libera al trattato Ceta,  l’accordo di libero scambio fra Ue e Canada. Al centro dell’intesa c’è la rimozione delle barriere commerciali, che dovrebbe incrementare di 12 miliardi di euro gli scambi fra Unione europea e Canada. Un voto fondamentale dopo il naufragio del Ttip, il trattato in fase di negoziazione con gli Usa, già in difficoltà durante la presidenza Obama e che pare del tutto affondato dal neo presidente Usa, Donald Trump. Si tratta però del primo passaggio per l’approvazione, poiché il trattato dovrà essere poi ratificato dai singoli parlamenti nazionali dei 28 stati membri dell’Ue. E l’iter è tutt’altro che scontato, viste le tante posizioni contrarie in tutti i paesi dell’Unione. Secondo gli analisti, il solo abbattimento dei costi di certificazione derivante dal Ceta potrebbe generare una crescita di 2,9 miliardi di euro mentre, per quanto riguarda l’industria agroalimentare, l’eliminazione delle tariffe doganali lascerebbe nelle casse delle aziende europee ben 24 milioni di euro. Secondo le dichiarazioni preliminari, si esprimeranno con voto favorevole il partito popolare, i liberali e i conservatori. Spaccato, invece, il gruppo dei socialisti e democratici, anche se la maggioranza dovrebbe votare a favore del Ceta. Per il no, infine: i Verdi, l’estrema destra di Enl e il Gruppo Efd, gli euroscettici di Farage. Secondo quanti si oppongono all’intesa, tra l’altro, il Ceta favorirebbe le multinazionali e abbasserebbe i nostri livelli di sicurezza alimentare. Tesi fortemente contestata da quanti sono favorevoli all’intesa, che se approvata porterà alla liberalizzazione del commercio verso il Canada per il 92% dei prodotti alimentari Ue e al riconoscimento di 145 indicazioni geografiche protette.