Derivati del pomodoro: l’Italia è il primo esportatore mondiale. I dati Nielsen-Ismea

Roma – Con una quota di mercato del 77%, l’Italia è il primo esportatore mondiale di polpe e pelati, seguita dalla Spagna (6%) e dagli Usa (4%). È quanto evidenzia l’ultimo report elaborato da Ismea e Nielsen, che posiziona l’Italia in cima alla classifica dei Paesi esportatori anche per quanto riguarda passate e concentrati, con una quota del 26%, quasi allineata a quella cinese (25%). Al terzo posto si collocano invece gli Usa (12%). I tre Paesi, complessivamente, coprono quasi il 60% dei volumi mondiali di pomodoro destinato alla trasformazione, ammontati a circa 38 milioni di tonnellate nel 2016 (+14% rispetto al 2012). Secondo il monitoraggio delle vendite al dettaglio Nielsen-Ismea, nel 2016 si è interrotto il trend negativo che proseguiva ormai da un decennio. Rispetto al 2015, le vendite di prodotti a base di pomodoro in questo canale sono rimaste per lo più stabili in volume e valore (rispettivamente +0,3% e -0,4%). Le performance migliori sono state segnate dai sughi pronti, che rappresentano il 26% dell’aggregato in valore (+5,1% sia in volume, sia in valore), dalle passate (+1,1% in valore e +3,1% in volume) e dai pomodorini (+0,9% in valore e +3,8% in volume). È proseguita, al contrario, la dinamica flessiva dei consumi di pelati (-10% in valore e -6,4% in volume) e polpe (-3,2% in valore e -3% in volume). Positivi anche i risultati relativi al periodo gennaio-aprile 2017, con vendite complessive in crescita dell’1,7% in volume e dell’1,1% in valore.