ESTERI
Francia, origine del latte in etichetta: forti timori dell’industria per prezzi ed esportazioni

Parigi – Dal 1° gennaio 2017, in Francia, tutti i prodotti lattiero caseari dovranno indicare la provenienza del latte. E’ il risultato dell’accordo strappato dai cugini d’Oltralpe alla commissione Ue, che ha accettato un periodo di prova di due anni per questa misura, con l’obiettivo di estenderla eventualmente a tutti i paesi dell’Unione. Ma il provvedimento è tutto fuorché ben accolto dagli operatori dell’industria lattiera (Fnil), che, per bocca del suo presidente, Olivier Picot (in foto), lo definisce “sconcertante per un paese esportatore di prodotti lattiero caseari”. Picot aggiunge: “Sarà controproducente. Poiché si tratta di una misura nazionalista, indicheremo al consumatore francese di non acquistare prodotti d’importazione. Gli altri paesi faranno lo stesso, riducendo le loro importazioni di latte e prodotti lattiero caseari francesi. Voler essere protezionisti ed esportatori non è schizofrenico?” E ancora: “Credete che gli italiani continueranno ad acquistare latte francese per produrre le loro mozzarelle?”. La Francia, infatti, esporta ben il 40% fra latte e derivati, mentre le sue importazioni si fermano a quota 10%. In una intervista concessa al quotidiano Le Monde, Picot ha poi espresso altre preoccupazioni, relative all’aumento dei costi derivanti da questa misura e anche dalle influenze che potrà avere su prezzi e produzione di latte. Il quadro europeo, oggi, è già caratterizzato infatti da una sovrapproduzione di materia prima e dal conseguente crollo dei prezzi, che potrebbe aggravarsi nel momento in cui i flussi di import ed export dovessero subire delle modifiche per effetto dell’indicazione d’origine della materia prima in etichetta.