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Lactalis, latte contaminato (2): la posizione dell’azienda

Laval (Francia) – In un comunicato stampa, diramato ieri, Lactalis precisa la sua posizione in merito alla vicenda latte contaminato. “Proseguono le indagini interne per confermare la spiegazione di quanto accaduto”, sottolinea Michel Nalet, portavoce del gruppo transalpino. “Fino alla sera del 1° dicembre non è stata rilevata la presenza di salmonella nei nostri prodotti, né erano emerse informazioni su casi di bambini intossicati. Vale la pena sottolineare che il 100% delle analisi riguardanti la presenza di salmonella negli impianti produttivi e sui prodotti finiti Lactalis vengono effettuate da un laboratorio accreditato esterno e indipendente. Riguardo alle analisi di agosto e novembre, la procedura applicata dal nostro impianto è stata trasparente: a partire da quando la salmonella è stata individuata nell’ambiente, le operazioni di sanificazione sono state messe in opera, per evitare ogni rischio di propagazione. E sono seguiti controlli aggiuntivi, risultati tutti negativi. In aggiunta, in questi frangenti nessun risultato positivo per la salmonella è stato riscontrato nei nostri prodotti. Il 2 dicembre, in collaborazione con le autorità, abbiamo effettuato un primo richiamo di 12 lotti. Abbiamo informato la nostra rete di distribuzione, in conformità alle procedure in vigore. In parallelo, abbiamo immediatamente lanciato delle analisi complementari che, in accordo con le autorità, ci hanno portato alla decisione di chiudere lo stabilimento l’8 dicembre. Nuove analisi sui prodotti finiti hanno confermato i sospetti di dispersione della salmonella Agona nell’ambiente. Ragione per cui, in via precauzionale, abbiamo deciso, il 21 dicembre, di ritirare/richiamare l’insieme dei prodotti realizzati nel sito di Craon a far data dal 15 febbraio 2017. Per quanto riguarda il ritiro sul mercato, abbiamo visitato più di 6.700 punti vendita per informare e sensibilizzare tutti i nostri clienti. In parallelo, abbiamo informato 30.530 medici di base e 1.479 pediatri, oltre all’ordine dei farmacisti. Per rispondere alle preoccupazioni dei genitori, il 2 dicembre è stato attivato un numero verde dedicato e abbiamo affiancato un’equipe di pediatri al nostro servizio consumatori”. Nalet, poi, conclude: “Le analisi delle ultime settimane confermano l’ipotesi del ripresentarsi di un batterio, conseguente a periodi di lavori effettuati nel primo semestre 2017, con possibile dispersione sul sito produttivo. A questo stadio delle indagini non possiamo aggiungere altre informazioni. Assicuriamo la continuità della raccolta del latte, che verrà trattato nei siti di produzione nei dintorni dello stabilimento di Craon, ringraziando tutti i produttori per il loro sostegno in questo momento complicato. Il Gruppo Lactalis conferma il suo massimo impegno per risolvere l’attuale crisi”.