Etichettatura dei prodotti bio a marchio: cambiano le regole

Roma – Rivoluzione in vista per l’etichettatura di prodotti biologici a marchio. In una nota ufficiale diramata il 10 aprile scorso, il Mipaaf ha fornito un’interpretazione definitiva sul quesito relativo a quale Organismo di controllo indicare in etichetta nel caso di referenze a marchio preparate da terzisti. “La questione era oggetto di disamina dal 2009 e recentemente era tornata in auge a seguito di alcune problematiche legate a forniture di alimenti bio provenienti da altri Paese europei a Marchio del distributore italiano”, spiega Paola Cane, direttrice dell’Osservatorio VeganOk. “Attualmente in Italia le norme nazionali permettevano l’etichettatura degli alimenti biologici riportando esclusivamente i codici relativi all’organismo di controllo dell’operatore del settore alimentare responsabile dell’etichetta”. Ora, per via delle nuove disposizioni, non sarà più così. La nota del Mipaaf, infatti, specifica: “Qualora un distributore affidi a terzi l’etichettatura del proprio prodotto a marchio, nell’etichetta dello stesso deve obbligatoriamente comparire il codice dell’Organismo di controllo dell’operatore che ha effettuato l’attività di etichettatura. Diversamente, riportare in etichetta esclusivamente il codice dell’organismo di controllo del distributore a marchio non risulta in linea con quanto previsto dall’articolo 24 del reg. (CE) n. 834/2007”. In definitiva: in etichetta dovrà obbligatoriamente comparire il codice del terzista che materialmente appone l’etichetta sulle confezioni. Presto, dunque, aziende, distributori e insegne saranno chiamati nuovamente a modificare migliaia di referenze per adeguarsi alla rinnovata interpretazione delle norme in vigore.


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