Falso bio: denunciati nove imprenditori agricoli nel ragusano

Bologna – FederBio segnala in una nota il sequestro di 10 tonnellate tra pesticidi e sementi alterate non consentiti nell’agricoltura bio e la denuncia di nove persone, titolari di aziende agricole operanti nel ragusano e nel siracusano, per “reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode nell’esercizio del commercio ed alla truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Ue, finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, con specifico riferimento a quelle concernenti l’agricoltura biologica”. Il riferimento è all’operazione condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Ragusa che hanno scoperto un articolato sistema di frode finalizzato alla commercializzazione, sia in Italia sia verso i principali Paesi europei (Francia, Germania e Inghilterra), di prodotti ortofrutticoli derivanti da agricoltura “convenzionale”, ma che invece venivano etichettati come provenienti da agricoltura “biologica e biodinamica”. L’esame della documentazione sequestrata, che riguardava acquisti e vendite avvenuti tra il 2015 e il 2017, ha consentito di quantificare in oltre 8 milioni di euro l’ammontare delle movimentazioni dei prodotti falsamente indicati come “bio”. Le aziende avrebbero così percepito contributi non dovuti, finanziamenti e agevolazioni per circa 1 milione di euro. “Alcune delle aziende indagate erano già state oggetto di segnalazioni agli organismi di certificazione anche da parte della federazione”, commenta Paolo Carnemolla, presidente di FederBio. “Come in altre vicende di frode queste indicazioni sono state disattese e questo conferma l’urgenza di una vera riforma del sistema di controllo del settore biologico, che riguardi sia il coordinamento e la vigilanza degli organismi di certificazione che il conflitto di interessi fra organismi e operatori controllati. FederBio, recentemente ammessa come parte civile nel processo in avvio presso il Tribunale di Pesaro a seguito dell’operazione ‘Vertical Bio’ conclusa nel 2014, anche in questo caso si costituirà parte civile contro gli operatori e gli organismi di certificazione che dovessero essere rinviati a giudizio”.