Federalimentare: Ivano Vacondio verso la presidenza

Roma – Entra nel vivo la corsa per la presidenza di Federalimentare. In vista dell’elezione, prevista per inizio autunno, già nei mesi scorsi sono cominciate le grandi manovre all’interno delle associazioni, dove ciascuno muove le sue pedine. Del resto, Federalimentare rappresenta un settore da 137 miliardi di euro, con 385mila addetti e 6.850 aziende. Ed è chiaro che la poltrona già occupata da Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Inalca (gruppo Cremonini), faccia gola a molti. Successore di Filippo Ferrua, all’epoca consigliere delegato di Ferrero, Scordamaglia è stato eletto il 29 settembre 2014. E ora che il suo quadriennio è agli sgoccioli, voci solitamente bene informate indicano in Ivano Vacondio (foto) il futuro presidente.

Prima dell’estate si era fatto il nome di Maurizio Cibrario, classe 1940, torinese doc e con una lunga esperienza in Martini&Rossi, di cui è stato presidente per sei anni. Intensa anche la sua attività sul fronte associazionistico: vicepresidente di Federvini dal 2009 al 2014, diviene poi presidente dei probiviri e membro del comitato di presidenza della stessa federazione. Dal 2015 è anche vicepresidente delegato per l’Europa di Federalimentare e l’anno dopo diventa membro del ‘gruppo tecnico Europa’ di Confindustria. Non si contano, poi, le sue presenze in cda e fondazioni varie, tra Torino e Roma.

Ma questa candidatura non ha ricevuto il parere favorevole delle associazioni. Sarà dunque Ivano Vacondio il candidato proposto. Modenese, amministratore delegato di Molini Industriali, è stato presidente di Italmopa, l’associazione industriali mugnai d’Italia aderente a Federalimentare, dal 2013 al 2017. “Penso che l’associazionismo”, spiegava all’inizio del suo mandato, “non serva solo a tracciare strategie ma vada inteso come club, come modo di stare insieme, di condividere anche le preoccupazioni e le conoscenze”. Vacondio ha le carte in regola per condurre la federazione. Opera in un settore strategico e costantemente sulla ribalta mediatica per i continui dibattiti sull’origine del grano in etichetta. In più, da tempo è già ben inserito ai piani alti di Federalimentare.

Tra l’altro, gli ultimi due presidenti provenivano dal settore dolciario e della trasformazione della carne. Non sorprenderebbe, perciò, un’apertura al comparto molitorio. L’annuncio della nomina dovrebbe avvenire a breve. Ci saranno tre mesi di affiancamento. Una sorta di rodaggio in attesa dell’investitura ufficiale, prevista nel gennaio 2019.