Federvini: “Vini, spiriti e aceti valgono il 24% circa del fatturato export agroalimentare”

Roma – “I dati dei primi 11 mesi del 2018 mostrano un bilancio lusinghiero per l’export di vini, acquaviti e liquori, con la prospettiva che questi dati possano ulteriormente migliorare sui 12 mesi”. Questo il commento di Sandro Boscaini (in foto), presidente di Federvini, sugli ultimi aggiornamenti in relazione all’esportazioni food & beverage made in Italy. Con i risultati a confermare le potenzialità delle produzioni italiane in tutto il mondo, a partire da Polonia, Usa e Australia, e segnalare come vino, spiriti e aceti valgano, oggi, circa il 24% del fatturato totale dell’export agroalimentare del Bel Paese. A fare la differenza i vini Dop e Igp: le esportazioni dei primi, in particolare, sono cresciute in valore del 13%, contro il +4% dell’aggregato vini e mosti nel suo complesso. A livello di vini, poi, proprio la quota export cumulata di Dop e Igp ha raggiunto un’incidenza superiore al 50% sui complessivi 5,895 miliardi di euro. Tra i mercati, a spiccare le performance di Polonia (+22%) e Australia (+21%). Gli Usa si confermano prima destinazione a valore, con 1,373 miliardi di euro. Mentre gli sbocchi storici di Germania e Regno Unito fanno registrare andamenti in crescita, rispettivamente del +4% e del +2,5% a valore.


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