Fiere di Rimini e Vicenza (1): un’inchiesta de La Stampa punta il dito su commesse, fatture e debiti

Rimini – Domenica 11 novembre, il quotidiano torinese La Stampa pubblica un’inchiesta che porta alla luce una serie di pratiche commerciali e dirigenziali ambigue – o ai limiti della legalità – portate avanti con disinvoltura dall’amministrazione di Ieg – Italian Exhibition Group, nato nel 2016 dalla fusione tra la Fiera di Vicenza e quella di Rimini. Tra i principali punti messi in discussione dal quotidiano c’è l’appalto per la progettazione dei nuovi poli fieristici di Rimini e Vicenza dato a uno studio di architetti di Amburgo senza gara, senza comparazione delle offerte e senza interpellare il Cda da parte di Lorenzo Cagnoni, presidente di Ieg. L’articolo sottolinea poi come una verifica sul processo di ordini ai fornitori effettuata ad aprile abbia portato alla luce che, su un totale di 12.200 ordini a 2.878 fornitori, il 70% delle fatture erano datate precedentemente all’emissione dell’ordine. Colpa, secondo una fonte interna, dell’informalità e dell’autonomia con cui le diverse aree della società sono abituate a gestire ordini e commesse, troppo spesso affidate a sorelle, fratelli o mariti in una vera “parentopoli”. Si cita poi il caso della valutazione sui manager richiesta dalla società allo studio inglese Korn Ferry, prontamente accantonata sebbene evidenziasse problematiche relative ad alcune delle più alte cariche del gruppo. Capitolo finale, i debiti, ovvero 209 milioni di euro in capo a Rimini Congressi, che controlla il 65% del capitale di Ieg.