Fratelli Galloni: il 13 luglio è ripresa l’attività nello stabilimento bruciato un anno fa

Langhirano (Pr) – Buona parte dello stabilimento di via Roma 84 della F.lli Galloni è stato distrutto nell’incendio del 14 luglio 2016. A pochi giorni dai fatti, la famiglia aveva promesso che entro un anno le attività sarebbero riprese. E così è stato: è un Carlo Galloni commosso quello che ringrazia le oltre 200 persone che hanno reso possibile tutto questo. L’inaugurazione del sito produttivo è avvenuta il 13 luglio: poco prima delle 11 è stato introdotto il primo prosciutto. Lo stabilimento di 12mila metri quadri, dove sono bruciati migliaia di prosciutti, è stato ricostruito in tempi record. Una sfida quasi impossibile, fa sapere l’azienda, considerato che solo per la demolizione sono serviti cinque mesi e il dissequestro da parte delle autorità competenti è stato concesso a gennaio 2017. Il 6 aprile è stato posato il primo pilastro simbolo della ricostruzione. “La risposta rapida, efficace e straordinariamente produttiva espressa”, ha dichiarato Calo Galloni, presidente della F.lli Galloni, “nasce da una consapevolezza e da una volontà già compresa nel nostro modo di pensare e di operare. L’incendio che il 14 luglio 2016 ha colpito il nostro stabilimento ha visto una reazione immediata ed organizzata, che non è scaturita da ragioni emotive, ma da un preciso concetto di impresa”. “Dalla data dell’incendio la produzione non si è mai fermata”, sottolinea ancora Carlo Galloni, “sono sempre stati rispettati i tempi di consegna di tutti gli ordini ricevuti. Nessun ritardo nella programmazione delle spedizioni all’estero”. Il breve momento inaugurale del 13 luglio rappresenta per l’azienda F.lli Galloni un passaggio importante, che –assieme ad altri – crea le condizioni per un cambio di passo. Con la volontà costante di fornire un prosciutto ed un servizio di eccellenza, assolutamente personalizzato per ciascun cliente, con quasi 1.500 possibilità di scelta tra le varianti di prodotto disponibili. Il nuovo stabilimento, sorto su un perimetro simile a quello distrutto, consentirà una ripresa della produzione – per i primi due mesi – del 50% al fine di testare i nuovi impianti. Poi la produzione riprenderà a pieno ritmo, più snella e più efficiente. Perfettamente aderente ai canoni di una vera industria 4.0.

In foto: l’interno del nuovo stabilimento