Giuseppe Ambrosio: “Contro di me un clima da caccia alle streghe”

Roma – Con una lettera inviata al sito agricolae.eu, Giuseppe Ambrosio (nella foto), ora direttore generale del Cra (Consiglio di ricerca nazionale), torna sull’operazione che ha portato al suo arresto, insieme ad altri esponenti del Mipaaf,  l’11 dicembre 2012. Una vicenda ripresa negli scorsi giorni in un’interrogazione parlamentare del deputato Pdl Ignazio Abrignani, in cui si chiedeva di verificare le circostanze della nomina di Ambrosio a direttore generale del Cra. “Non mi meraviglia l’interrogazione parlamentare in quanto essa è il frutto, ancora una volta, del clima di caccia alle streghe e di macchine del fango che, in maniera mirata, sono usate nei confronti “dell’avversario di turno”, scrive Ambrosio. “La vicenda legata al mio arresto, per l’ennesima volta ripresa nell’interrogazione, mi vede da quasi 10 mesi senza alcun bene patrimoniale e sospeso dal lavoro. Eppure per ben due volte la Suprema Corte di Cassazione mi ha dato ragione ritenendo insussistenti gli indizi di colpevolezza annullando totalmente il provvedimento di arresto. Con altre due sentenze la Suprema Corte ha anche annullato con rinvio al Tribunale del riesame il sequestro dei beni. […]Ma evidentemente questo non basta a fermare le macchine di fango costruite ad arte alle quali contribuiscono – attivamente o con colpevole silenzio – anche alcuni di quelli che ci sono molto vicini nelle istituzioni e nella società”.

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