In scena la seconda edizione del Dairy Forum Clal-Ismea. Al centro latte e derivati

Bardolino (Vr) – “Latte: il mercato mondiale prende forma”. Intorno a questo tema si sono confrontati oggi i vertici del lattiero caseario italiano, in occasione del secondo Dairy Forum organizzato da Clal e Ismea. Luogo dell’incontro la cittadina di Bardolino, in provincia di Verona, che ha ospitato il prestigioso appuntamento. Molti i temi caldi affrontati dai relatori, incalzati da un attento e foltissimo pubblico di operatori, ben 160 persone, composto sia da presidenti e direttori dei principali consorzi di tutela, che dal management di numerose medie e grandi aziende e realtà del mondo cooperativo. Non sono mancati anche ospiti provenienti da Russia e Stati Uniti.

Due date la fanno da padrone, come due spettri che sembrano aggirarsi tra i convenuti: 2009 e 2015. Ovvero l’anno della grande crisi, il 2009, che ha modificato per sempre gli equilibri del mercato lattiero caseario. E la grande incognita: il 2015, data della fine del regime delle quote latte in Europa. Ad aprire gli interventi, dopo il benvenuto di Angelo Rossi, geniale ideatore e coordinatore del sito Clal, è Fabio Del Bravo, dirigente Ismea.  A cui è stato affidato il compito di analizzare le tendenze del mercato. “Ma gli attori siete voi, noi siamo qui solo per farvi incontrare”, esordisce Del Bravo. Che prosegue: “Stiamo vivendo una fase delicata, nella quale si assiste ad un notevole incremento della domanda proveniente dai paesi emergenti. Allo stesso tempo, l’offerta di latte e prodotti caseari sul mercato appare in netta crescita, proprio in virtù dell’incremento della produzione in queste regioni. Ed ecco affacciarsi il 2009: “Dal punto di vista dei mercati stiamo attraversando una fase difficile, che fa pensare con timore al 2009. Le fluttuazioni quotidiane dei prezzi sono ormai un fatto concreto. E mettono in difficoltà gli operatori”. Le buone notizie, però, ci sono. E arrivano dai mercati esteri: “A livello mondiale l’export continua a trainare il settore. In particolare, le esportazioni di formaggi crescono del 4% su scala globale. I prezzi dei prodotti lattiero caseari, quindi, vivono una stagione di ribassi, ma con dati ben diversi da quelli del 2009”. Del Bravo ha analizzato anche la situazione specifica del mercato italiano. “In Italia registriamo una crescita ininterrotta della produzione di grana e parmigiano. Ma il quadro nazionale evidenzia anche una certa stagnazione dei consumi. Per questa ragione, la proiezione all’estero di questi prodotti riveste un ruolo sempre più determinante. Tanto che, nell’ultimo decennio, le esportazioni delle due Dop sono raddoppiate”. Il nuovo anno, però, si è aperto tra luci ed ombre. “Se a gennaio si è assistito ad una partenza di ottimo livello, già a febbraio si registrava un certo ridimensionamento”. Il mercato dei duri, negli ultimi anni, è apparso molto vivace, con l’ingresso di numerosi prodotti non Dop. “I duri non Dop crescono in modo importante. Con un incremento del 39% nel 2011. Un marchio importante e una buona politica commerciale appaiono in grado, quindi, di aggredire un mercato apparentemente monolitico come quello dei duri nostrani”.
In collegamento Skype dall’Australia è intervenuta anche Kimberly Crewther, trade policy manager europe del colosso neozelandese Fonterra. Che, oggi vanta 10.400 soci e una rete di vendita che raggiunge ben 140 paesi. “Fonterra è il più importante attore mondiale del mercato lattiero caseario”, ha esordito Crewther. La giovane manager della cooperativa neozelandese si è dimostrata molto ottimista circa il futuro: “Tutte le statistiche parlano di incredibili opportunità derivanti dalla crescita della domanda mondiale, stimabile in circa il 3% l’anno. Per questo, ci aspettiamo un grande incremento degli scambi tra paesi. Una situazione alla quale la Nuova Zelanda potrà contribuire con una piccola parte”. Come dire, il mondo (e il mercato) è grande, è solo questione di capire come affrontarlo. Anche la sua analisi si è concentrata sui mercati emergenti e sulla crescente domanda di prodotti lattiero caseari, in virtù dell’incremento del reddito pro capite in questi paesi.

La volatilità è l’altro grande tema di confronto. Ne parla sempre la trade policy manager europe di Fonterra, che definisce più che normale questo fenomeno, soprattutto se si pensa alle caratteristiche specifiche dei prodotti agricoli in generale: “La volatilità è inevitabile. Il punto è che le aziende devono imparare a “rimbalzare”, senza rompersi, su questo fenomeno”. Ne ha parlato anche Paolo De Castro, presidente commissione europea Agricoltura e sviluppo, intervenuto nel corso dell’ultima parte del Forum, che si è soffermato sulle dinamiche, anche speculative, del mercato del latte. Di fronte alle quali il Pacchetto latte “potrà offrire strumenti concreti”. Al termine del suo intervento il presidente ha ricordato gli appuntamenti per la discussione della Pac. “Nelle prossime settimane cominceranno ad essere presentati gli emendamenti alla proposta Ciolos. Si tratta, ovviamente, di robuste proposte di modifica, che speriamo possano correggere alcune criticità della prossima politica agricola comunitaria”. Un lungo dibattito ha chiuso l’incontro. Collegate 50 persone in diretta streaming, provenienti sia dall’Italia che dall’estero. Il forum, che si è distinto rispetto ad altri per il suo focus nel confronto tra gli operatori del settore, è proseguito nel pomeriggio, a porte chiuse. Non prima di un pranzo di lavoro. Previsti tre gruppi di lavoro tra imprenditori, gestiti dal team di Clal: latte spot, siero, burro e polveri. (a.r.)


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