Industria 4.0: presentate le linee guida per il 2018

Roma – Sono state presentate ieri a Montecitorio le linee guida 2018 del Piano nazionale Impresa 4.0, che si prepara a entrare nella sua ‘seconda fase operativa’, dove il capitolo “lavoro-formazione” rappresenta uno degli asset fondamentali. Alla cabina di regia hanno partecipato Carlo Calenda, titolare del ministero per lo Sviluppo economico, Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia e delle finanze, e i due membri del Governo a cui spetterà per l’anno prossimo il compito di sviluppare le strategie per far crescere l’Italia dal punto di vista delle competenze: il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e quella dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, Valeria Fedeli. ‘Impresa 4.0’ e non più solo ‘Industria 4.0’, insomma. Tra le novità presentate c’è infatti il credito di imposta per le attività di formazione, con un meccanismo che andrà a premiare fiscalmente – si pensa fino al 50% – l’incremento di spesa tra il triennio 2018-2020 e il triennio 2015-2017. Nel 2018 verranno inoltre “rifinanziate le principali misure previste nel primo anno, rivedendo le aliquote e i perimetri degli incentivi, compatibilmente con le risorse di finanza pubblica disponibili”, ha sottolineato Calenda. Nel corso dell’incontro sono stati forniti anche alcuni dati sui contratti di sviluppo finanziati che, al primo settembre 2017, sono 102, di cui 88 al Sud e 14 al Centro Nord. Gli investimenti previsti sono pari a 3,6 miliardi di euro, con una netta prevalenza del settore alimentare (21%), dell’automotive (17%) e della meccanica (15%). Le agevolazioni concesse sono pari a 1,9 miliardi, di cui 1,7 al Sud e 200 milioni al Centro Nord. L’occupazione salvaguardata e/o creata è pari a oltre 53.185 addetti. Non da meno i numeri del piano banda ultralarga, con lo stanziamento di interventi pubblici pari a 3,5 miliardi di euro. Calenda ha poi evidenziato che c’è un ritardo, oltre al venture capital che non ha funzionato come avrebbe dovuto, su uno dei pezzi del piano Industria 4.0. Si tratta dei competence center, cioè l’idea di avere quattro o cinque poli di eccellenza che mettano insieme industria e università: “Il bando ancora non è partito. Dovremmo riuscire a tirare fuori il decreto ministeriale entro novembre. Questo sarà il lavoro più complicato di tutti, su questo tema l’attenzione da ora in poi sarà davvero alta”. Complessivamente, nei primi mesi del 2017 gli incentivi hanno innalzato gli ordini interni in macchinari del 9%, mentre le agevolazioni a favore della ricerca hanno prodotto un aumento tra il 10 e il 15% delle spese delle imprese in r&s.