Interrogazione del M5S sul glifosato nella pasta. Chiesta l’indicazione in etichetta

Roma – Non accennano a placarsi le polemiche sul glifosato, nonostante in Italia questo erbicida non sia in uso e a dispetto del fatto che i quantitativi di questa sostanza rilevati nelle pasta venduta nel nostro Paese, realizzata ovviamente anche con grani duri di provenienza estera, siano notevolmente inferiori ai già ridotti limiti imposti dalla legge. Oggi il M5S ha presentato un interrogazione parlamentare in materia, che chiede di inserire nell’etichetta della pasta la presenza del glifosato, specificandone i livelli contenuti. Nel documento, inoltre, si chiede di “rivedere il limite massimo di residuo previsto per la messa in circolazione e garantirne il monitoraggio nell’ambito dei controlli effettuati dagli uffici dell’Asl preposti sul territorio”. L’interrogazione parlamentare, annunciata da Mirko Busto, deputato in commissione Ambiente, si rivolge ai ministri della Salute, Beatrice Lorenzin, e delle Politiche agricole, Maurizio Martina. La mossa dei deputati grillini segue la puntata di Report, andata in onda il 30 ottobre, che si è occupata della questione. Report, tra l’altro, ha cercato il glifosato nella pasta prodotta dai marchi più consumati in Italia, trovando quantità notevolmente ridotte. Il tetto massimo ammesso è di 10 mg di glifosato per ogni chilo, mentre nella pasta analizzata dalla trasmissione in onda su Rai Tre sono state trovate queste quantità: Barilla 0,301 mg/Kg; Garofalo 0,286 mg/Kg; Divella 0,248 mg/Kg; Rummo 0,137 mg/Kg; Molisana 0,086 mg/Kg; De Cecco 0,083 mg/Kg.