L’allarme Fivi: “No alla riduzione del rame in vigna, a rischio la viticoltura biologica in Europa”

Valgiano (Lu) – La Fivi ha scritto al Mipaaf per richiedere il parere contrario dell’Italia in sede europea alla nuova ipotesi di riduzione delle dosi di rame utilizzabili in vigna. La Ue sta infatti valutando il rinnovo della concessione, in scadenza il 1° gennaio 2019. La commissione ‘Plants, animals, food and feed’, nella riunione in agenda quest’oggi, proporrà una conferma della misura per altri cinque anni, invece di sette, e chiederà di ridurre la dose massima di rame utilizzabile da 6 a 4 kg per ettaro. Un dosaggio, però, che dovrà essere calcolato non più sulla media dei tre anni, ma su base annua. “Siamo molto preoccupati, perché, a oggi, per i produttori bio non ci sono valide alternative al rame”, spiega la presidente dei vignaioli indipendenti, Matilde Poggi. “C’è il serio rischio che non si riesca più a fare viticoltura biologica in Europa”.