“Le focaccine dell’Esselunga”, il tormentone si trasforma in lezione di marketing

Milano – Non è bella, ma funziona. A cominciare dal titolo: “Le focaccine dell’Esselunga”, capace di incuriosire anche i non addetti al settore. La canzone, passate l’inglesismo, è di per sé una scemata. Ma il suo lancio è stato architettato in modo così geniale da trasformarla presto in uno dei tormentoni dell’estate. Si tratta, in breve, di una canzoncina in stile ‘trap’ (sottogenere del rap) che è un inno alla bontà delle focaccine prodotte nel reparto panetteria di Esselunga. Etichettata dai più come l’ennesima canzonaccia all’italiana. Guardando la cosa sotto una luce un po’ diversa, però, risulta anche una geniale operazione di marketing, sia per il suo autore (si fa chiamare Oel, ma per il momento la sua identità resta sconosciuta), sia per l’insegna milanese. Le cui implicazioni nella vicenda restano al momento sconosciute. Perché funziona? Primo, il videoclip è girato all’interno di un supermercato Esselunga, trasformato per l’occasione in un set cinematografico quasi ‘onirico’. Secondo, il testo è incredibilmente stupido, e per questa ragione chi lo ascolta non può fare a meno di sorridere almeno un paio di volte (o per lo meno, noi in redazione abbiamo sorriso). Terzo, da quando è stato pubblicato su YouTube, il mese scorso, il brano ha scalato la vetta della classifica Viral di Spotify e oggi ne parlano un po’ tutti. Chi bene e chi male. Ma in fondo, basta che se ne parli, giusto?

Le focaccine dell’Esselunga