L’Osservatorio Immagino fotografa il mercato dei prodotti senza glutine e senza lattosio

Milano – Continuano a crescere le vendite di prodotti senza glutine e senza lattosio, ma in maniera piuttosto diversificata. E’ quanto risulta da un’analisi sulle vendite di 36mila prodotti condotta dall’Osservatorio Immagino, il nuovo approccio allo studio dei fenomeni di consumo creato da GS1 Italy e Nielsen. Dall’indagine emerge che la presenza di etichette con ‘senza glutine’ o ‘senza lattosio’ sia un elemento di rassicurazione. Sono 4.572 i prodotti alimentari venduti nel circuito della distribuzione moderna di tutta Italia che presentano sulle confezioni i due claim, ovvero il 12,8% dell’offerta complessiva del largo consumo confezionato (acqua e alcolici esclusi). Nel 2016 hanno sfiorato i 3 miliardi di euro di vendite, in crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente. I prodotti etichettati con il claim ‘senza glutine’, con il loro 12,4% di quota a valore, sono dieci volte più rappresentativi rispetto ai prodotti accompagnati dalla Spiga barrata (il marchio dell’Associazione italiana celiachia), fermi sotto il 2%. Ma il trend è molto diverso: i prodotti ‘senza glutine’ mostrano una sostanziale stabilità (+0,2% le vendite a valore) mentre quelli con la ‘Spiga sbarrata’ avanzano del 5,7%. Entrambi sono acquistati prevalentemente da famiglie con reddito medio e caratterizzate dalla presenza di bambini e ragazzi sotto i 17 anni. Molto più dinamico il trend del ‘senza lattosio’: il giro d’affari è cresciuto del 13,8%, arrivando al 2,7% di quota a valore. L’offerta è aumentata ma resta meno ampia rispetto a quella del ‘senza glutine’. I consumatori più sensibili ai prodotti ‘senza lattosio’ hanno reddito medio e appartengono a famiglie con responsabile acquisto di età compresa tra i 35 ai i 54 anni.