Melegatti: presentata richiesta di ‘concordato in bianco’

Verona – Si susseguono le ‘fumate nere’ per la crisi Melegatti. Dopo il flop della riunione tra i soci del 30 ottobre, anche l’incontro del 6 novembre si è concluso con un insuccesso e con la richiesta del ‘concordato in bianco’, che allontana ancor di più l’ipotesi, per i lavoratori, di riuscire a ottenere il pagamento dei mesi di stipendio arretrati. Ma non è finita qui. Per questa mattina era stato fissato un ulteriore tavolo di concertazione in Prefettura. Presenti i sindacati e i sindaci di San Giovanni Lupatoto e San Martino, Comuni in cui hanno sede gli stabilimenti. Assenti, invece, i rappresentanti dell’attuale proprietà. Il nodo gordiano si potrebbe sciogliere solo con una soluzione in grado di mettere d’accordo i soci. Lo scontro, infatti, è tra la maggioranza guidata dal presidente Emanuela Perazzoli, che ha presentato un piano industriale finanziato da un fondo maltese, e i fratelli Turco, soci di minoranza, che hanno confermato la loro volontà di rilevare la società insieme a una cordata di imprenditori veneti. Sulla vicenda si è espresso il senatore veronese della Lega Nord, Paolo Tosato: “Le divergenze tra le famiglie proprietarie devono essere superate. Vi sono oltre 70 famiglie di dipendenti a tempo indeterminato che non percepiscono lo stipendio da agosto senza contare il gran numero di stagionali che sono legati a Melegatti da anni. Ci sembra assurdo che un’azienda che lavora in un settore ancora sano, che non conosce crisi di domanda, debba rischiare il fallimento. Serve un nuovo piano industriale, ma soprattutto il senso di responsabilità della proprietà. La serenità e il futuro di molte famiglie dipende da loro. Mettano da parte i dissidi e diano una svolta positiva a questa triste vicenda. Sia l’azienda che i lavoratori meritano un’attenzione particolare da parte di tutte le istituzioni veronesi”. I sindacati, nel frattempo, hanno annunciato che proseguiranno per tutto il mese il presidio permanente.