Unione Italiana Food (4), Paolo Barilla: “Quello dello ‘stellone’ è un tema delicato”

Milano – Paolo Barilla (foto), presidente di Unione Italiana Food, nel corso della conferenza stampa di presentazione della neonata associazione (leggi qui), è intervenuto anche sul tema dello ‘stellone’, il marchio di tutela del made in Italy a cui sta lavorando il governo. “Capisco l’intenzione dello ‘stellone’, senz’altro nobile perché quello dell’italian sounding è un problema significativo e, invece, deve trasformarsi in terreno di conquista, visto il grande apprezzamento del made in Italy. Però è un argomento delicato. Le imprese focalizzate sul territorio, e con la possibilità di usare una materia prima totalmente italiana, lo vedono in maniera positiva, come un sistema di protezione della propria identità. Poi però ci sono altri gruppi di aziende, come la nostra, che hanno sviluppato i propri stabilimenti anche all’estero, dove vengono realizzati prodotti con qualità all’italiana, ma che non avrebbero diritto allo ‘stellone’. Due posizioni legittime, ma diverse. A noi però non sembra giusto essere considerati, in qualche modo, cittadini ‘di serie b’ perché abbiamo realizzato progetti e stabilimenti fuori dai confini nazionali, rischiando e investendo. Oltretutto, considerato il fatto che gli uffici li abbiamo in Italia, siamo residenti in Italia e paghiamo le tasse in Italia. Cito un altro esempio, perché molto meritevole dell’applauso di tutti: Gianluca Rana. Personaggio straordinario come il padre, si è assunto un rischio imprenditoriale straordinario e ha impiantato Rana a Chicago, negli Usa. Io non mi presenterei mai da lui dicendogli: ‘sei un cittadino di serie b'”.