Parmacotto ha presentato la proposta di concordato. Probabile l’ingresso di fornitori e banche

Parma – Parmacotto ha presentato negli scorsi giorni al Tribunale fallimentare di Parma la proposta di concordato in continuità. Il piano di rilancio dovrebbe prevedere una ricapitalizzazione, grazie all’ingresso di nuovi soci, naturalmente se la procedura concordataria avrà un esito positivo. Saranno, infatti, i commissari giudiziari Luca Orefici  e Antonella Lunini a verificare la proposta, mentre il giudice Nicola Sinisi dovrà decidere l’ammissione di Parmacotto alla procedura di concordato e fissare la data per la riunione dei creditori che dovranno votare il piano. Secondo quanto riportato oggi da Il Corriere della Sera, al tavolo potrebbero sedere diverse aziende: da nomi associati da tempo all’operazione (come Citterio, Ferrarini, Fini e il fondo Wedge) ad altri, meno noti, come la Tino prosciutti, la Fimar carni, Ppl e Zenit salumi. Secondo il quotidiano, per rilanciare l’azienda sarebbe già stato fissato un aumento di capitale di 3,6 milioni di euro e la conversione in strumenti partecipativi per oltre 24 milioni di euro. Sicuramente un ruolo determinante, nella voto del piano e nell’intera vicenda, l’avranno le banche, esposte per circa 39 milioni di euro. Da più fonti appare, infine, scontata un’uscita di scena dei Rosi dalla gestione dell’azienda.