Pernigotti: botta e risposta su Il Sole 24 Ore. L’azienda replica alla lettera della Cisl

Milano – Un botta e risposta sulle pagine de Il Sole 24 Ore. E’ quello che vede coinvolti la segretaria generale di Cisl e il chief financial officer di Pernigotti. Giovedì 22 novembre il quotidiano pubblica una lettera firmata Annamaria Furlan (Cisl, in foto). “La vicenda dello stabilimento Pernigotti a Novi, che la proprietà turca vuole chiudere, licenziando i dipendenti e trasferendo all’estero la produzione, è l’ennesimo caso di un sistema economico dove spesso prevale la logica del profitto, senza rispetto per la dignità del lavoro e delle persone”, si legge. “Perché non introdurre una forma di ‘democrazia economica’ anche in Italia, riconoscendo ai lavoratori una funzione di indirizzo e controllo, di eguale protagonismo nelle scelte delle imprese?”. Secondo la Cisl potrebbe essere “la strada per proteggere il made in Italy, tutelare le produzioni di eccellenza e i posti di lavoro”. Il giorno successivo arriva la risposta di Pierluigi Colombi (Pernigotti). La cessazione della produzione a Novi è stata una decisione difficile, si legge nella risposta, motivata dalla crisi affrontata dall’azienda, che oltretutto ribadisce: “E’ non corretto continuare a parlare di delocalizzazione all’estero o di scomparsa del marchio. Stiamo esplorando e valutando tutte le ipotesi coerenti con l’intenzione di voler mantenere marchio, produzione e lavoratori nel nostro Paese“. Il manager chiede nuovamente l’interruzione del blocco dei lavoratori a Novi e chiede un dialogo costruttivo per “individuare soluzioni che possano permettere di continuare a produrre a marchio Pernigotti in Italia, ricollocando i lavoratori”.


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