Perugina risponde agli ex dipendenti

Perugia – Una trama degna delle più avvincenti soap opera. La vicenda di Perugina, da tempo alle prese con l’annuncio di 364 esuberi presso lo stabilimento di San Sisto, in provincia di Perugia, incasella un colpo di scena dopo l’altro. Senza mai arrivare a una conclusione. Nelle ultime settimane una delegazione di ex dipendenti aveva presentato una nuova proposta per salvare i dipendenti a rischio (leggi qui). Nestlé, multinazionale svizzera proprietaria del marchio italiano, diffonde una nota (leggi qui) in cui fissa un incontro (per il 15 dicembre) in cui ascoltare queste idee, di cui è venuta al corrente, ammonisce, tramite la stampa. Allo stesso tempo chiarisce alcuni aspetti importanti: “Perugina è in trasformazione, ma non certo in crisi, né in vendita, né tanto meno in liquidazione. Non ci sono pertanto i presupposti, né di fatto né di legge, per dare concretezza” all’iniziativa “del Workers buy out”. La società di Vevey si dichiarava comunque “in attesa di contatti diretti per poter valutare nel merito eventuali proposte, possibilmente corredate da un concreto business plan”. A questo punto arriva il voltafaccia dei ‘paladini’. Sempre con una nota. “Il gruppo di ex dipendenti Perugina, […] a seguito del comunicato Nestlé del 12 dicembre 2017 in cui vengono espresse nette posizioni di chiusura alla sua proposta, ritiene superato l’incontro previsto con l’azienda per venerdì 15 dicembre prossimo. Ringrazia comunque in maniera particolare il viceministro Teresa Bellanova del Mise e tutto il suo staff per aver considerato fattivamente la proposta”. Perché rinunciare proprio ora che l’azienda si è aperta al confronto?