Rigoni di Asiago: marmellata bloccata in Giappone per radioattività. L’azienda risponde

Tokyo – Secondo quanto riportato oggi da Il Sole 24 Ore, confezioni di marmellata biologica “Fiordifrutta” ai mirtilli neri prodotte dalla Rigoni di Asiago, sarebbero state bloccate dalle dogane giapponesi. Sarebbe stata rilevata nelle confezioni una presenza di Cesio 137 pari a 140 becquerel (Bq) al Kg, mentre il limite massimo consentito dalle norme giapponesi, divenute molto più restrittive dopo l’incidente di Fukushima, è di 100 Bq al Kg. Secondo l’importatore del prodotto, la Mie Project, i mirtilli proverrebbero dalla Bulgaria e la radioattavità sarebbe una conseguenza dell’incidente di Chernobyl del 1986. Immediata la risposta della Rigoni d’Asiago, che, interpellata da Il Sole 24 Ore, ha sottolineato come vengano effettuati controlli costanti sulla salubrità dei prodotti sia da parte dell’azienda che dalle autorità sanitarie italiane. Precisando di rifornirsi esclusivamente di mirtilli neri biologici selvatici e di montagna, l’azienda vicentina ha aggiunto che a seguito dell’incidente di Fukushima, il governo giapponese ha ridotto i limiti, portandoli da 500 Bq/Kg a 100 Bq/Kg. Un tetto di gran lunga inferiore rispetto a quello in vigore nell’Ue, pari a 1.250 Bq/Kg e negli Usa (1.200 Bq/Kg). Da ulteriori analisi effettuate dalla Rigoni di Asiago su vari lotti di Fiordifrutta ai mirtilli neri sarebbero, comunque, stati riscontrati valori ben al di sotto di 100 Bq/kg, ovvero valori di 5,8 e 7,9 Bq/kg.