Risoluzione del Parlamento Ue sull’indicazione Made in

Bruxelles – In Europa si torna a parlare dell’indicazione in etichetta della provenienza delle merci importate. Ieri, infatti, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione non vincolante per chiedere alla Commissione di affrontare di nuovo la questione del Made in. Alcuni paesi membri, tra cui l’Italia, hanno più volte sottolineato l’esigenza di indicazioni più precise sull’origine dei prodotti, come meccanismo di tutela contro denominazioni false o ingannevoli, a garanzia di una concorrenza leale. La proposta è, tuttavia, osteggiata da altri stati, come la Germania e alcuni paesi del Nord Europa, che hanno delocalizzato la produzione e temono le ripercussioni sulle vendite, a causa della dicitura Made in. Sulla questione si è espressa anche la presidente del Comitato tecnico per la tutela del Made in Italy e la lotta alla contraffazione di Confindustria Lisa Ferrarini: “Ci auguriamo che la commissione porti a termine con determinazione l’iter del provvedimento, al fine di recepire le esigenze delle imprese che da tempo attendono una risposta di fondamentale importanza per molti settori industriali, tanto a livello nazionale quanto a livello europeo”. (PF)