Sfruttamento del lavoro (2): la Coop risponde alle accuse

San Giovanni in Persiceto (Bo) – Immediata la risposta di Coop alle accuse di rifornirsi presso aziende agricole che sfruttano il lavoro di migranti africani, come dichiarato in un’intervista per il sito bari.repubblica.it da Yvan Sagnet, uno dei leader della rivolta degli immigrati di Nardò (Lc) del 2011 e oggi delegato sindacale per la Cgil. In un comunicato stampa, l’insegna definisce “gratuita e fuorviante la grave accusa lanciata nell’articolo e nel video allegato di Repubblica e si rende da subito disponibile a qualsiasi confronto relativo alle affermazioni fatte ed a rendere conto del proprio operato a riguardo”. E difende la propria politica di selezione dei fornitori, anche sulla base del rispetto dei lavoratori: “le aziende agricole firmano un documento di responsabilità dove accettano di rispettare i diritti del lavoro, rendere evidenti le assunzioni, i trattamenti salariali e la gestione dell’orario di lavoro. Le stesse sono a conoscenza del fatto che in caso di non conformità agli elementi sovra esposti possono essere sospese dalla fornitura della campagna. I fornitori vengono selezionati in relazione alla loro capacità di adempiere a queste richieste, altrimenti vengono scartati e/o sospesi”. Coop, tuttavia, non garantisce per i prodotti non a proprio marchio: “Per quanto riguarda i prodotti non a proprio marchio, Coop richiede il rispetto delle normative vigenti sancito da un accordo di fornitura. In questi ambiti tuttavia non si possono escludere elementi di non rispetto dei diritti del lavoro, anche critici,  poiché il livello di eticità  delle filiere non è garantito da Coop ma dal marchio stesso o dal nome del produttore”.

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