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Albalat: ingenti danni, ma la produzione non si ferma

Albareto – Nella cittadina in provincia di Parma, ha sede il caseificio Albalat, socio Parmareggio. Si tratta di una delle strutture danneggiate dal sisma, dove si è verificato un distacco delle scalere, che ha provocato la caduta del formaggio, con conseguente rottura di numerose forme. La struttura, esternamente, è integra e il caseificio continua la sua produzione. Proprio mentre siamo lì due camion del latte effettuano la loro regolare consegna. Ma nei magazzini di stagionatura i danni sono importanti. “In totale il magazzino contiene 90mila forme, di cui 15 mila fortunatamente non sono cadute, mentre le altre sono tutte quante a terra: più del 35% probabilmente saranno da buttare. Una ditta specializzata ha iniziato lo sgombero, ma ci vorranno più di 30 giorni. Cerchiamo di riporre le forme con meno di 10 mesi in celle frigorifere per evitare l’insorgere di muffe, mentre esploriamo il mercato europeo per capire come riutilizzare un buon prodotto ma che, nel caso del fresco, non si può chiamare ancora parmigiano. È un formaggio che deve necessariamente avere un utilizzo industriale “anche se in Italia chi confeziona formaggio sfuso assorbe circa 10mila forme all’anno: se non attiveremo convenzioni particolari il rischio è quello di buttarlo”, ha raccontato nei giorni scorsi il presidente dell’azienda, Ivano Chezzi.
(AR)


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