Terremoto/parmigiano reggiano: nuovi danni ai caseifici.
Cadute altre 300mila forme

Reggio Emilia – Le scosse che si sono susseguite nella giornata di ieri hanno provocato altri danni ai caseifici impegnati nella produzione di parmigiano reggiano. Scosse d’intensità elevata, pari a 5,8 della scala Richter, che hanno colpito le stesse zone, cioè a nord di Bologna, Modena e Reggio Emilia e nel mantovano a sud del fiume Po, in cui sono presenti numerosi caseifici produttori della Dop. Secondo quanto diffuso con una nota dal Consorzio di tutela del parmigiano, i primi rilevamenti portano a raddoppiare la stima dei danni del primo evento sismico. Si sono verificati, infatti, ancora crolli delle impalcature nelle sale di stagionatura in diversi caseifici, più di dodici, con un coinvolgimento di altre 300mila forme cadute (quindi 600mila in tutto), molte delle quali risultano danneggiate. La violenza del sisma, in questo caso, ha coinvolto anche delle stalle ed alcune strutture produttive, già indebolite dalle scosse precedenti, rendendo inagibili cinque caseifici di trasformazione. I produttori non vogliono lasciarsi sopraffare e stanno trovando in queste ore altri caseifici che si rendono disponibili per la trasformazione del latte fin da domani mattina, confermando la solidarietà tra produttori che si era resa evidente fin dalle prime ore dopo il primo terremoto.
(AR)