Usa: allevatori e agricoltori contro i dazi alla Cina

New York (Usa) – C’è un rischio boomerang in agguato per l’America First proclamato da Donald Trump. Le misure protezionistiche del presidente Usa verso la Cina e le relative contromisure di Pechino, infatti, preoccupano agricoltori e allevatori delle grandi pianure americane, tra l’altro convinti sostenitori del tycoon alle scorse elezioni presidenziali. Moody’s ha stimato una serie di conseguenze della guerra commerciale ingaggiata da Trump: South Dakota, Nebraska e Texas perderanno circa un quarto dei loro profitti. Inoltre, l’American farm bureau federation stima che l’export di agricoltura e allevamento incida per il 25% (con picchi del 75%) e valga 135 miliardi di dollari. Solo considerando la soia che prende la via della seta, gli Usa vedrebbero svanire 3 miliardi di dollari in due anni. Non va meglio per i suini, dato che la Cina, con 1,1 miliardi di import, è il secondo mercato per gli Usa. Un comparto in cui, secondo Rabobank, Pechino imporrà dazi fino al 71%. Ma ci saranno ricadute anche per ciliegie, mele e grano. Intanto, non a caso, il dipartimento dell’Agricoltura sta cercando di correre ai ripari e studia un piano straordinario per limitare questi effetti.