Vertenza Perugina: tutto rimandato al 27 settembre

Roma – Per conoscere il futuro della Perugina si dovrà attendere il prossimo 27 settembre. Il tavolo istituzionale di confronto aperto ieri al Mise è servito solo per fare il punto della situazione, come spiega il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova: “Ho invitato le parti ad affrontare un confronto di merito sull’accordo del 2016 e sul piano industriale, approfondendo i punti di forza da sostenere e le criticità non risolte, in modo da ritornare al tavolo ministeriale con un pezzo di lavoro fatto e pronti a mettere in campo le soluzioni utili a sostenerlo”, e prosegue, “sono convinta che tutti faremo ogni sforzo per gestire questo passaggio delicato”. Il confronto ha visto la partecipazione dei rappresentanti del governo, dell’azienda, delle istituzioni e dei sindacati (Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil e Rsu). Al termine del vertice Nestlè ha ribadito con un comunicato: “Procede secondo i tempi stabiliti il piano industriale Nestlé per Perugina (60 milioni di euro per ammodernare gli impianti produttivi, sostenere il marchio Perugina sul mercato domestico e sviluppare l’export) e il piano occupazionale che ne è parte integrante”. Sottolineando di aver “sempre agito con trasparenza e senso di responsabilità nei confronti di lavoratori, sindacati, istituzioni”, Nestlé al tavolo del ministero “richiederà di poter riferire anche in Parlamento sul piano industriale e su tutti gli strumenti e incentivi messi in campo dall’azienda per trovare soluzioni per tutte le persone coinvolte dal cambiamento”. I sindacati, invece, continuano a non accettare i 340 esuberi previsti e si sono mobilitati con un presidio di 200 lavoratori davanti alla sede del ministero e con uno sciopero e manifestazione presso la sede di San Sisto.