Visite ispettive russe: gli aggiornamenti del ministero della Salute. “Pregiudizio sui sistemi di controllo italiani”

Roma – Il ministero della Salute, attraverso una comunicazione inviata ad Assocaseari, fa il punto della situazione dopo le visiste ispettive delle autorità russe, che si sono concluse il 25 maggio. Riportiamo integralmente il testo. “Relativamente all’ispezione russa, la sensazione percepita sulla base di quanto riferito dai colleghi delle regioni e comunicato dalla delegazione russa in sede di riunione conclusiva, è che complessivamente non sia stata soddisfacente. Le contestazioni riguardano il servizio veterinario, il quale pur disponendo dei testi della normativa russa e della C.U. non ha saputo dimostrare la sua conoscenza ed applicazione. Di riflesso, la critica è stata rivolta anche al ministero della Salute. Emerge, in modo chiaro, un atteggiamento di pregiudizio nei confronti del sistema di controllo. Anche se, salvo quanto sarà riportato nel rapporto degli ispettori, gli stessi non hanno riferito carenze igienico sanitarie oggettive, ma hanno contestato aspetti normativi. Inoltre, le contestazioni hanno riguardato la programmazione dei campionamenti per analisi, che avrebbe una frequenza diversa rispetto a quanto richiesto dalla normativa russa. Questo senza tener conto del fatto che le imprese destinano all’esportazione verso quel Paese solo una parte limitata della produzione. E ciò giustifica una minore frequenza di analisi. Il timore è che il reintegro degli stabilimenti cancellati, e per i quali sono pervenute pressanti richieste di intervento, probabilmente non ci sarà. Il blocco delle nuove richieste di abilitazione, inoltre, difficilmente sarà rimosso nel breve periodo. Il ministero si sta preparando, insieme alle regioni, a predisporre linee guida operative ed a riformulare le procedure di campionamento. Questo, ovviamente, porterà ad un aumento dei costi per le imprese, che dovranno valutare la sussistenza di un effettivo interesse per l’esportazione verso la Federazione russa. Probabilmente, sarà intensificata l’attività di contatti bilaterali ad alto livello, per ottenere la possibilità di iscrivere nuovi stabilimenti, a fronte di una ulteriore riduzione numerica degli stessi, con l’esclusione di quelli che svolgono una marginale attività di esportazione”.
(AR)