Zucchero? Non grazie. Industria e distribuzione scendono in campo

Milano – È guerra allo zucchero. Lo afferma il Corriere della Sera, che spiega anche come, per meglio rispondere alle nuove esigenze di un’alimentazione più “salutare” da parte dei consumatori, multinazionali, piccole imprese ma anche associazioni di categoria e Gd si siano impegnate a ridurre sempre più il contenuto di zucchero nei propri prodotti. Un trend che nasce fuori confine – in Inghilterra esiste un’associazione denominata “Action on Sugar” – ma che sta prendendo piede anche nel nostro Paese. L’Aidepi, l’associazione delle industrie dei dolci e della pasta italiana, fa sapere che le aziende che rappresenta hanno investito 30 milioni di euro per il “miglioramento della qualità nutrizionale”, stabilendo una tabella di marcia scadenzata: ogni 100 grammi di cereali o biscotti, scenderanno da 35 a 30 grammi di zucchero entro l’anno. Per le merendine l’obiettivo è invece fissato a 32 grammi. “Già otto aziende dolciarie su dieci hanno anticipato volontariamente l’etichettatura con le Gda (Guideline daily amounts), le Quantità giornaliere indicative, che sarà obbligatoria dal 2016”, comunica l’associazione.

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