Esselunga: il controllo della catena alla moglie Giuliana Albera e alla figlia Marina Sylvia

Milano – Nel pomeriggio di ieri è stato aperto il testamento di Bernardo Caprotti, fondatore di Esselunga, mancato il 30 settembre scorso. Nello studio milanese del notaio Carlo Marchetti, alla presenza dei figli di prime nozze Violetta e Giuseppe e della seconda moglie, Giuliana Albera, con la figlia Marina Sylvia, sono state lette le ultime volontà del ‘Dottore’, come lo chiamavano tutti. Secondo l’atto, la quota nella piena disponibilità di Caprotti, cioè il 25% del patrimonio, viene assegnata in via congiunta alla moglie e alla figlia Marina che, sommando la legittima (25% alla moglie e circa 16% alla figlia), detengono così circa il 68% di Supermarkets Italiani, la holding che controlla Esselunga. Stessa sorte anche per gli immobili della Villata: il 32,5% va alla moglie, il 22,5% alla figlia Marina e, a Giuseppe e Violetta, il restante 45%. Alla sua storica segretaria personale, Germana Chiodi, alla quale negli anni passati Caprotti aveva già elargito donazioni milionarie, vanno il 50% dei risparmi di una vita, depositati sul conto corrente. L’altra metà sarà divisa tra i cinque nipoti. Sempre nella giornata di ieri, si è riunito il Cda di Supermarkets Italiani, che ha nominato Carlo Marchetti alla presidenza e congelato le ipotesi di vendita dell’insegna, avviate prima della scomparsa di Bernardo Caprotti.

Nella foto: Bernardo Caprotti con la moglie, Giuliana Albera e la figlia Marina


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