La Stampa: fake news sui rincari dei sacchetti bio. Confonde ortofrutta e shopper per la spesa

Torino – Ieri il quotidiano La Stampa ha sparato a zero contro il presunto rincaro dei sacchetti biodegradabili da parte della Gdo. “I sacchetti per frutta e verdura dovevano essere pagati 1-2 centesimi, al supermarket il prezzo spesso supera i dieci”, si legge nell’articolo firmato da Antonio Galdo. E ancora: “La grande distribuzione nel settore alimentare sta cavalcando una legge scritta male, e molto favorevole agli interessi delle catene dei supermercati, per creare un nuovo rubinetto di ricavi e di profitti”. Peccato che l’articolo faccia una gran confusione tra due tipi di sacchetti: quelli per la spesa, che vengono forniti in cassa, e quelli per il reparto ortofrutta. Due shopper con storie e costi del tutto diversi: gli shopper bio per la spesa sono obbligatori da diversi anni, al posto di quelli di plastica; mentre la norma per i sacchetti ortofrutta bio è entrata in vigore nel gennaio 2018. Tutte le catene lo offrono a prezzi compresi tra 1 e 3 centesimi. E alcune insegne, come Unes/U2 hanno pure esposto un cartello per esplicitare che “per legge i sacchetti non possono essere ceduti gratuitamente”. Altro che 10 centesimi. Con buona pace de La Stampa, non si vede all’orizzonte alcun “nuovo rubinetto di ricavi” per i retailer. Insomma, è una classica fake news: l’ennesima che getta fango sulla Gdo.


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