Ue: la Gdo nel mirino. Phil Hogan invoca misure di protezione per la filiera

Dublino (Irlanda) – Phil Hogan picchia duro. Il 6 ottobre, nel corso di una conferenza intitolata ‘Safeguarding the food chain’ (Salvaguardiamo la filiera agroalimentare), il Commissario europeo per l’Agricoltura ha ufficialmente aperto le ostilità nei confronti della Grande distribuzione europea. Accusata, senza troppi giri di parole, di godere di uno “strapotere” tale da conferirle una “leva sproporzionata sui produttori del settore primario, […] che hanno il diritto di avere la loro fetta della torta”. Questo, secondo Hogan, a causa di una maggiore globalizzazione e di un elevato livello di concentrazione in Europa.

Hogan sottolinea come la posizione di forza dei supermercati rispetto a quella dei piccoli commercianti in termini di concorrenza, e dei piccoli contadini in termini di disponibilità della materia prima, non sia più sostenibile. È la prima volta che un parlamentare europeo sceglie di schierarsi in modo così netto contro la Gdo. Secondo Hogan, “lo squilibrio di potere contrattuale tra chi stabilisce i prezzi e chi li subisce è enorme, portando a una situazione in cui esiste un vero e proprio ‘fattore paura’ per gli agricoltori, che temono ritorsioni commerciali, ritardi nei pagamenti e altro”. Il Commissario spiega anche che, per contrastare questo fenomeno, a gennaio 2016 è stata istituita una task force composta da 12 esperti che hanno pubblicato un report molto dettagliato, e in cui sono suggerite diverse strategie d’intervento.

Il report mette anche in evidenza la richiesta di nuove regolamentazioni europee capaci di contrastare determinate pratiche commerciali sleali. Prime fra tutte: il ritardo nei pagamenti e i contratti capestro. A questo proposito, il commissario mette in evidenza i risultati di uno studio condotto dalla Commissione proprio sulla diffusione di queste pratiche commerciali, rilevando un’insoddisfazione da parte di praticamente tutti i componenti della filiera, dagli agricoltori ai trasformatori, dalle istituzioni nazionali alle Ong. “Infatti”, prosegue Hogan, “e sono certo che nessuno di voi rimarrà scioccato, gli unici interessati a mantenere lo status quo sono proprio i retailer”.

Com’era ipotizzabile, alla fine del suo intervento Hogan annuncia che, all’inizio del 2018, proporrà una nuova legislazione per proteggere agricoltori e produttori. Parole che sono piombate come un fulmine a ciel sereno sulla testa dei grandi player della Gdo europea. Molti dei quali, tra l’altro, presenti in sala in quel momento. Pare infatti che, in seguito all’inatteso speech del Commissario, si sia scatenato un improvviso quanto frenetico scambio di telefonate tra retailer per fissare incontri d’urgenza. La reazione delle catene non si è comunque fatta attendere: alcune importanti insegne – del calibro di Carrefour e Lidl – rappresentate all’Ue dall’associazione EuroCommerce, hanno subito rigettato le accuse, puntando invece il dito contro le grandi aziende di trasformazione – vedi Arla, Nestlé e Danone – responsabili, a detta loro, di realizzare margini significativi, a discapito del settore primario.

“Si tratta di un racconto di fantasia costruito dai rappresentanti degli agricoltori, convinti che tutti i loro problemi siano imputabili alla distribuzione”, ha commentato Neil McMillan, direttore di EuroCommerce. Che ha sottolineato che il 95% di ciò che viene acquistato dai supermercati proviene dai trasformatori e non dagli agricoltori.

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