Crollo cantiere Esselunga a Firenze: tre nuovi indagati

2026-02-16T11:54:11+01:0016 Febbraio 2026 - 11:54|Categorie: Retail|Tag: , , |

Firenze – Proseguono le indagini nell’ambito del crollo del cantiere Esselunga di Firenze (leggi qui), in cui hanno perso la vita cinque lavoratori nel febbraio 2024. io 2024. Come riporta il Corriere della Sera, la procura ha notificato l’avviso di conclusione indagini all’ex amministratore unico della RdbIta Alfonso D’Eugenio, all’ingegnere Carlo Melchiorre, autore del progetto e delle schede di produzione dei prefabbricati, e all’ingegnere Marco Passaleva, direttore dei lavori strutturali nel cantiere. Ma ci sono anche tre nuovi indagati: Luca Garini, legale rappresentate della ditta Attività Edilizia Pavesi; la stessa società pavese; l’ingegner Riccardo Papi, collaudatore nominato da Villalta Spa, committente dei lavori e partecipata al 100% da Esselunga.

Sono indagate per illecito amministrativo le società RdbIta spa, Italprefabbricati spa e Attività Edilizie Pavesi. I reati ipotizzati sono: omicidio colposo, lesioni colpose e crollo doloso nonché violazione della normativa infortunistica. 

Secondo la procura il disastro sarebbe stato provocato da un errore di progettazione di una trave, realizzata da Rdb, che ha provocato il collasso dei solai.

 

RdbIta e Italprefabbicati avrebbero “omesso di adottare un modello di organizzazione e gestione idoneo a prevenire i reati della specie di quelli verificatisi oltre a una una mappatura dei rischi connessi alle attività svolte e un’indicazione delle regole comportamentali”.

Secondo la Procura le società non avrebbero predisposto un piano “per evitare che la progettazione e l’esecuzione dei prefabbricati venisse reiteratamente eseguita frettolosamente e con gravi palesi errori di progettazione ed esecuzione”. Avrebbero inoltre agito secondo un’ottica di “massimizzazione del profitto”.

Il tutto nell’ottica di assecondare “un risparmio di spesa ottenuto con il mancato affidamento della progettazione a professionisti esterni e con impiego di personale numericamente inadeguato, nonostante le numerose e reiterate sollecitazioni provenienti dalla committenza e dall’appaltatore e nonostante la particolare difficoltà dell’opera da realizzare”.

Secondo la procura, infine, un altro elemento cruciale sarebbe “l’utilizzo di quantitativi di ferro inferiori a quello a quello che sarebbe stato necessario per la produzione dei prefabbricati”. Attività Edilizie Pavesi avrebbe “risparmiato sulle spese relativi ai costi da sostenere per effettuare le verifiche necessarie sui prefabbricati prodotti dai subappaltatori”.

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