Allarme siccità: le nuove vulnerabilità non previste

Roma – Gli effetti della siccità continuano a farsi sentire. L’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) ha lanciato ieri l’allarme, insieme alla Banca Mondiale e a Save the children, stabilendo definitivamente che i danni della siccità di quest’anno sono peggiori di quelli del 2007-2008. Lo shock climatico che ha colpito gli Stati Uniti non accenna a placarsi. I disastri causati dalla siccità agli agricoltori Usa sembrano però non essere più al primo posto nelle preoccupazioni dell’amministrazione Obama. Il motivo? A differenza di anni fa, gli agricoltori Usa sono oggi una categoria ben protetta: l’85% dei loro terreni sono coperti da polizze assicurative che risarciscono dai cattivi raccolti. La preoccupazione Usa sembra attualmente essersi spostata su nuovi fronti di instabilità: rivolte e guerre civili che potrebbero scaturire dagli effetti socio-economici della siccità, soprattutto nel Terzo Mondo. Nuove vulnerabilità si scoprono dove non erano ancora state previste. Ma l’Occidente non è al riparo e anche l’intera economia dei paesi avanzati è esposta. Basti pensare all’anello debole delle infrastrutture: autostrade, ponti, ferrovie e reti di metrò. Dal Texas all’Ilinois si moltiplicano infatti i danni provocati dal caldo estremo. Per non parlare della crisi energetica che potrebbe nascere dalla siccità (la produzione di energia elettrica consuma ancora più acqua dell’agricoltura) e degli effetti dell’assenza di acqua utilizzata quotidianamente per l’estrazione di petrolio e gas naturale. (ST)


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