Assocaseari, il punto settimanale sul mercato: prezzi in ribasso. Cresce il latte in polvere

Cremona – Assocaseari analizza gli andamenti della scorsa settimana. Un mercato sempre più caratterizzato da una fase di ribasso dei prezzi, in vista delle festività natalizie. Calano il latte, le creme e il burro. In crescita il latte in polvere. Ancora in aumento, in Italia, le quotazioni di Grana Padano e Parmigiano Reggiano. Di seguito il commento integrale, firmato da Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli:

– Il Natale si avvicina e i prezzi ne risentono. Notevole ribasso sia per la crema che per il latte liquido. Crema con offerte anche inferiori a 1,90 euro/Kg e latte crudo offerto a 0,33-0,34 euro/Kg consegnato. Latte scremato offerto a 0,16 euro/Kg. Sul mercato nazionale, un po’ diminuita la domanda della crema di qualità, con prezzi che oscillano tra il livello del bollettino e i 2,10 euro/Kg. Latte liquido trattato in alcuni casi ancora ai prezzi massimi, tra 0,45-0,50 euro/Kg partenza, però sul mercato c’è molta disponibilità o comunque molta meno domanda, ma molti produttori utilizzeranno il latte nelle due settimane quasi totalmente festive. 

– Ribasso su tutti i bollettini del burro, con Kempten che ha ribassato di 0,20 euro il minimo e lasciato fermo il massimo, rispettivamente 4,10 e 4,60 euro/Kg. L’Olanda, diminuita ancora di 0,02 euro, va a 4,14 euro/Kg, mentre la Francia, con un calo di 0,10 euro, va a 4,40 euro/Kg. La media dei tre bollettini è 4,30 euro/Kg. Per quanto possa sembrare assurdo, le offerte su gennaio sono intorno ai 4,30 euro/Kg, cioè più alte dei prezzi trattati su dicembre, 4,15-4,20 euro/Kg, in parte probabilmente a causa della diminuzione della disponibilità di merce congelata. Anche i futures vendono il burro al rialzo. Non dimentichiamo che, in gran parte a causa della siccità di quest’estate, Germania, Francia e Olanda hanno abbattuto molti capi di bestiame in modo da tenere solo i capi più produttivi. Tuttavia, si prevede una riduzione della raccolta di latte, non tanto in Germania dove comunque è ben remunerato, ma in Olanda, dove Campina ha già diminuito i prezzi, e in Francia dove viene pagato meno che dai tedeschi.

– Le quotazioni ufficiali dei bollettini del latte in polvere fanno segnare un rialzo sia in Germania che in Olanda che in Francia. Il libero mercato questa settimana è completamente impazzito, con latterie che fino a 10 giorni fa offrivano a 1.800 euro/Tons e che oggi chiedono e ottengono 2.000 euro/Tons. Non solo, se prima erano molti i venditori che si spingevano fino a giugno o addirittura fino a dicembre 2019, oggi è difficile trovare chi va oltre al primo trimestre dell’anno nuovo. Sicuramente l’aggiudicazione di questa settimana dà loro ragione. Alla 29ma asta di vendita di merce di intervento, è stato aggiudicato un quantitativo record di 60.500 Tons circa ad un prezzo minimo di 1.451 euro/Tons contro i 1.313 euro/Tons ottenuti nella aggiudicazione precedente. Se il ritmo dovesse rimanere così elevato, ecco che le 102.600 Tons rimaste disponibili potrebbero già andare esaurite con le due aste di gennaio. – Sui bollettini tedesco e francese, il siero in polvere per uso zootecnico è rimasto invariato, mentre invece sul bollettino olandese è leggermente aumentato. In leggera diminuzione sul tedesco il siero per uso alimentare. 

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi stabili per l’Edamer a 3,17 euro/Kg e il Cheddar a 3,18 euro/Kg, in aumento per il Gouda a 3,19 euro/Kg e in calo per l’Emmentaler a 4,39 euro/Kg, stabile. In Italia, continua l’aumento delle quotazioni del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano nei principali bollettini del Nord Italia.