Caos finanziamenti: un regalo a mafia e truffatori

Milano – Molte le segnalazioni che ci sono arrivate da imprenditori che hanno chiesto aiuti economici alle banche. E che in attesa di una risposta, hanno ricevuto prontamente la proposta di sussidio da parte di ‘società finanziarie’. Si tratta dei nuovi usurai. Che in tempo di lockdown hanno raddoppiato i loro affari speculando sull’impoverimento di una fetta sempre più ampia del tessuto sociale e economico del Paese. “Questa mattina mi sono recato in banca per chiedere un prestito”, racconta un imprenditore milanese. “Ho salutato il direttore con la promessa che entro un paio di giorni mi avrebbe fatto sapere se la richiesta sarebbe andata a buon fine. Nel giro di un paio di ore ho ricevuto la telefonata da un numero sconosciuto: una società finanziaria. Dicono di essere al corrente della mia situazione economica, che il direttore della banca ha girato loro i miei dati, e che hanno la soluzione giusta per me: avrei ricevuto il finanziamento di cui avevo bisogno, ma prima avrei dovuto versare loro tre mila euro. Inutile dire che ho gentilmente rifiutato l’offerta”. Lo stesso ci racconta un ristoratore campano: “Mi avrebbero aiutato, ma prima avrei dovuto versare duemila euro per l’apertura della pratica e poi, a erogazione avvenuta, l’1% della somma ricevuta”. Ma se c’è chi rifiuta, c’è anche chi, sommerso da scadenze e stipendi da pagare, finisce per accettare il ‘generoso aiuto’.