Fattura elettronica: l’Istituto nazionale di ragioneria segnala “tre errori irrimediabili”

Roma – L’Istituto nazionale di ragioneria pubblica su ItaliaOggi un intervento in cui fa il punto sull’applicazione della fatturazione elettronica e mette in luce tre “errori irrimediabili”. Secondo quanto riporta il presidente Nicola Mavellia, il primo errore riguarda la gestione del codice destinatario del Sistema di interscambio (Sdi), ovvero il codice del canale del software scelto per redigere le fatture. Dato il vuoto normativo, molti fornitori hanno trasmesso fatture con codice “jolly” a sette zeri, oppure hanno emesso solo fatture cartacee, quindi non valide. Il secondo errore, spiega Mavellia, “è stato non regolare normativamente gli effetti dei diversi intoppi in cui può incorrere chi emette fatture elettroniche, ad esempio in caso di scarti o mancate ricezioni, in quanto la prassi è uno strumento insufficiente a trattare una materia così delicata ed economicamente rilevante”. Il terzo, infine, riguarda la privacy: “Il contenuto della descrizione dei prodotti/servizi nelle fatture necessita di una riservatezza assoluta, anche solo per la valenza commerciale delle informazioni, al pari dei dati sanitari”. Ma per quanto possa fare l’autorità italiana, “resta comunque netta l’antitesi tra il regolamento europeo sulla privacy, il noto Gdpr, e il combinato effetto dei contenuti minimi della fattura previsti dalla normativa italiana e il sistema di interscambio delle fatture stesse”. 


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