Financial Times: un fondo legato a Raffaele Mincione al centro di indagini della procura vaticana

Roma – Athena global opportunities, fondo di Raffaele Mincione (in foto), finanziere entrato nell’operazione Conad-Auchan tramite la newco Bdc Italia, avrebbe ricevuto circa 200 milioni di euro dal Vaticano. Con l’obiettivo di portare a termine un investimento immobiliare a Londra. A scriverlo è il Financial Times. Nella vicenda entra in campo anche un altro fondo controllato sempre da Mincione, Fiber 4.0, protagonista del tentativo di scalata alla società italiana di telecomunicazioni Retelit. Il tentativo sarebbe stato finanziato proprio dal denaro ricevuto dall’altro fondo, Athena global opportunities, foraggiato dal Vaticano. Sempre secondo il quotidiano britannico, che ha visionato alcuni documenti della procura della Santa Sede, l’affaire coinvolge anche il presidente del consiglio italiano. In particolare, nel maggio 2018 Fiber 4.0 chiede un parere legale all’avvocato Giuseppe Conte. Che sostiene la necessità di utilizzare il golden power, ovvero l’azione speciale che permette ai governi di intervenire nell’attività delle società che operano in settori strategici per lo Stato. Quando Conte diventa presidente del Consiglio, emana un decreto applicando proprio il golden power a Retelit, pur non partecipando alla votazione. Il fondo di Mincione non riesce comunque a trarre benefici dal decreto. A questo punto restano aperte due domande. Esiste un conflitto d’interessi per il premier? Sapeva che stava lavorando per una realtà sostenuta dal Vaticano?


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