“Gli Ogm sono tra noi. Posso dimostrarlo”

La vendita di mangimi da organismi geneticamente modificati nei consorzi agrari. La battaglia in sede europea. Il decreto del governo italiano. Parla, anzi urla, Giorgio Fidenato (nella foto), in prima linea da anni su questo tema.

Meda (Mb) – L’imprenditore agricolo Giorgio Fidenato, il 17 luglio, è stato completamente assolto. Secondo i giudici del tribunale di Pordenone due anni fa non commise alcun reato seminando senza autorizzazione mais Ogm nei suoi poderi di Fanna e Vivaro, in provincia di Pordenone. Una sentenza attesa, dopo il pronunciamento della Corte di giustizia europea su questo caso, ma che certo non mette la parola fine alla questione della coltivazione di organismi geneticamente modificati nel nostro Paese. Però afferma a chiare lettere un fatto: gli agricoltori italiani hanno diritto di seminare mais Ogm. Ma la faccenda non è così semplice. Pochi giorni prima dell’assoluzione dell’imprenditore, ormai celebre per la sua battaglia, due vicende hanno ulteriormente agitato le torbide acque della presenza degli Ogm in Italia. Una di queste vede protagonista ancora Giorgio Fidenato, che durante una trasmissione in onda su Telefriuli ha ricordato come siano gli stessi Consorzi Agrari gestiti da Coldiretti a vendere prodotti Ogm. Immediata la risposta di un telespettatore che, qualificandosi come dirigente dell’associazione degli agricoltori, chiede al conduttore l’immediata rettifica delle parole di Fidenato, a suo avviso calunniose. E’ a quel punto che arriva il clamoroso colpo di scena: Fidenato non smentisce né rettifica, anzi. Dichiara serenamente di essere in possesso delle fatture che dimostrano, senza ombra di dubbio, la veridicità delle sue affermazioni. Negli stessi giorni, il governo Letta vara un decreto per vietare la coltivazione del mais Ogm in Italia. Abbiamo raggiunto al telefono l’imprenditore, per farsi raccontare la vicenda e per parlare della battaglia a favore degli Ogm in Italia.

Partiamo proprio da queste fatture…

Il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia vende mangimi Ogm. Una pratica assolutamente legale, ma quello che mi ha indignato è l’ipocrisia di chi si fa portatore della battaglia contro gli Ogm, salvo poi essere parte attiva nella vendita di mangimi ottenuti geneticamente ed utilizzati normalmente anche per alimentare gli animali che daranno latte o carne per i prodotti Dop. Sono dieci anni che conservo queste fatture. Era arrivato il momento di dimostrare senza ombra di dubbio quanto siano strumentali certe prese di posizione.

Ma cosa l’ha spinta a cominciare questa battaglia?

Prima di tutto per una ragione molto semplice: sono un libertario. Oltre al principio ideale, però, mi animano i problemi degli agricoltori, che sono anche i miei. L’Italia non è autosufficiente dal punto di vista della quantità di mais prodotto. Nel coltivare mais tradizionale, inoltre, registriamo molti problemi legati all’attacco della piralide, che causa impoverimento della qualità e salubrità del prodotto. Occorre trattare il mais non Ogm almeno una volta per raccolto, se non due, con insetticidi che mettono a rischio l’ambiente e gli insetti utili all’agricoltura.

In questo senso l’agricoltura bio non è una soluzione?

No, nel modo più assoluto. Personalmente non sono convinto della bontà di questo metodo di coltivazione, ma in ogni caso si tratta di una nicchia di mercato, non certo applicabile all’agricoltura nel suo complesso. Siamo in Europa e vogliamo utilizzare le opportunità che le leggi europee offrono, compresa quella di piantare semi Ogm.

Eppure i nostri governi si sono sempre opposti. Ed è di pochi giorni fa l’approvazione di un decreto che vieta la coltivazione di mais Ogm…

Dimostriamo, come sempre, poca serietà. L’Italia appartiene alla comunità europea e deve rispettare le sue leggi, non violarle. Sono anni che l’Unione europea bacchetta l’Italia per queste prese di posizione. Quest’ultimo decreto si basa sul principio d’urgenza legato a possibili danni per la salute umana. Ma l’intero documento fa riferimento a studi, non italiani, che non hanno alcun valore scientifico, ma assumono semplicemente motivazioni strumentali. E che giungono a una sola conclusione: gli Ogm potrebbero, sottolineo il condizionale, nuocere alla salute ambientale. E a quella umana non si fa alcun riferimento. Senza dubbio la Corte di giustizia europea, che già più volte si è pronunciata sentenziando che la norma italiana è in contrasto con quella europea, avrà qualcosa da ridire. Anzi, a essere precisi, il 17 maggio, su precisa richiesta del nostro governo, la Commissione europea ha risposto che non vi sono i presupposti per adottare misure d’urgenza. E il governo, in tutta risposta, cosa fa? Usa una misura d’emergenza.

Ma allora, a suo avviso, da cosa nasce questo decreto?

Penso che l’intenzione sia quella di adottare una misura deterrente. Questo provvedimento ha l’obiettivo d’incutere timore agli agricoltori. Io, sono sincero, non m’impressiono, anzi più passa il tempo e più mi appassiono a questa battaglia. Ma capisco bene che queste norme possano fare paura. Non si tratta di idee, ma di fatti concreti. In questi anni ho subito il sequestro dell’azienda, dei terreni, persino del conto in banca. Tutti provvedimenti poi sconfessati in giudizio, ma intanto la mia attività era ferma.

Ma quindi ci sono altri agricoltori che vorrebbero seminare Ogm?

Senza dubbio, persino tra quelli iscritti alla stessa Coldiretti. Molti agricoltori sono pronti a partire, qualcuno l’ha anche già fatto. Non va dimenticato che l’adesione al sindacato, per gli agricoltori, è spesso quasi obbligata dalla burocrazia incredibile che c’è nel nostro settore, Ormai un’azienda agricola deve occuparsi più di questo che della produzione. Con molti colleghi stiamo valutando un gesto di disobbedienza civile per le prossime settimane.

Però un dato è certo, i consumatori non vogliono gli Ogm…

Se al tempo di Galileo, qualcuno fosse andato in giro a chiedere ai suoi concittadini cosa pensassero delle sue teorie, la risposta sarebbe stata unanime: Galileo è un pazzo e va messo in catene. E’ vero che i consumatori sono contrari agli Ogm, ma tutto questo è figlio della cattiva informazione. In Italia non c’è possibilità di parlare di Ogm, è vietato persino fare ricerca. La scienza, invece, non dovrebbe domandarsi se una cosa piace o meno, ma studiarla secondo criteri scientifici. Inoltre, la maggioranza non può impedire alla minoranza di esistere, ancor meno quando questa minoranza si trova nel pieno rispetto della legalità. Oltretutto, come ho chiaramente dimostrato, i mangimi Ogm in Italia sono presenti e utilizzati in modo massiccio. Questo significa che le nostre eccellenze, anche Dop, sono ottenute con i prodotti di animali alimentati da mangimi Ogm. Vogliamo dire davvero che gli Ogm uccidono la qualità, a questo punto?

 

Nei prossimi numeri di Formaggi&Consumi, Salumi&Consumi e DS Dolci Salati&Consumi, la risposta di Coldiretti alle dichiarazioni di Fidenato.

 


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