Guerra al contante (2): per Tremonti non è detto che combatterà l’evasione

Milano – In un’intervista a Il Sole 24 ore, l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, si esprime negativamente riguardo a una possibile tassa sul contante nella nuova legge finanziaria. “Non è una norma fiscale a modificare i comportamenti di una società, ma è l’evoluzione della società a portare con sé migliori rapporti fiscali. Solo una prospettiva graduale e progressiva può avere successo […]. Gli interventi strampalati di cui si parla in questi giorni rischiano di essere incostituzionali, e fuori dal quadro europeo”. Interrogato sulla correlazione fra l’utilizzo diffuso del contante e l’evasione in Italia, continua: “Le stime sull’evasione sono ampiamente discutibili. Dai calcoli Ocse sulle voluntary disclosure si scoprì per esempio che il capitale tedesco in Austria, Lussemburgo e Svizzera era pari a quello italiano in rapporto al Pil”. Inoltre, spiega che è sbagliato pensare che “se elimini il contante elimini l’evasione. Un conto è vietare il contante, altro conto è non usarlo”. Tanto che sono 11 i Paesi in Europa senza divieti d’uso del contante (limitato alle piccole operazioni), tra cui Germania, Regno Unito, Austria e Svezia.


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