Il commercio mondiale di vino soffre la crisi. Ritmi in calo del 3% dal 2009

Milano – Gli scambi mondiali di vino hanno rallentato nel quinquennio 2008/13. Con un totale export 2013 che – seppur in crescita del 5% sul 2012 – mostra ancora segnali di stanchezza rispetto al periodo pre-crisi. Infatti se tra il 2004 e il 2008 la performance cumulata misurata come Cagr era stata del +11%, dal 2009 al 2013 la crescita si appiattisce a uno scarso +8%. Lo rende noto Il Corriere Vinicolo, in uno studioche analizza le performance dei principali Paesi importatori ed esportatori tra il 2008 e il 2013. Particolarmente coinvolti in questo trend negativo, i vini i confezionati (fermi + frizzanti) e gli spumanti, anche se per la situazione degli sfusi non è molto migliore. Limitando l’analisi ai confezionati – spumanti esclusi – la tendenza al ridimensionamento coinvolge tutti i maggiori supplier. Unica eccezione gli Stati Uniti, che passano da un +3% cumulato del pre-crisi a un +18% del post-crisi. L’Italia perde 3 punti percentuali netti (da +9% a +6%), mentre la Francia ne perde solo 2 (all’8%). Fa riflettere il dato spagnolo, che conferma la crescita tra i due periodi (+9%) e quindi in performance migliore rispetto al nostro paese di tre punti percentuali.